Quando tutto smette di funzionare
Viviamo in una società sempre più tecnologica. E, forse proprio per questo, anche più fragile.
Ci siamo abituati a comodità che ormai consideriamo normali. Tanto normali da accorgercene soltanto quando vengono a mancare.
Succede, per esempio, quando d'estate non funziona l'aria condizionata. È vero che oggi il caldo è più intenso di un tempo, ma forse ci stiamo anche disabituando a sopportarne il disagio.
Più di tutto, però, mi colpisce quello che succede quando manca l'elettricità per diverse ore. Non è un evento così raro: basta un blackout estivo o un intervento sulla rete.
All'improvviso ci accorgiamo di quante cose dipendano da una semplice presa di corrente.
Il cellulare si scarica e non possiamo più usarlo. E con lui perdiamo, almeno per qualche ora, una quantità di strumenti che ormai portiamo sempre con noi: il navigatore, la rubrica, il calendario, le fotografie, i pagamenti, le notizie, perfino la torcia.
Per chi ha ancora un telefono fisso, spesso non è nemmeno un’alternativa: anche quello, ormai, può smettere di funzionare quando manca la corrente.
Anche la casa cambia improvvisamente volto. Gli elettrodomestici si fermano. La caldaia non produce acqua calda. La sera bisogna cercare una candela o una torcia, sperando di ricordarsi dove siano finite.
Per qualche ora facciamo un piccolo salto indietro nel tempo.
Poi la corrente torna. Le luci si riaccendono. Gli elettrodomestici riprendono a funzionare. Il disagio passa in fretta e la vita ricomincia esattamente da dove si era fermata.
Quello che rimane, almeno a me, è una riflessione.
Abbiamo costruito una vita straordinariamente comoda. Ma anche straordinariamente dipendente da qualcosa che non possiamo controllare.
Ogni tanto mi domando se non stiamo perdendo qualcosa: un po' di resilienza, quella capacità di adattarci e di cavarcela quando gli oggetti di cui siamo circondati, all'improvviso, smettono di esserci.
Non credo che dovremmo rimpiangere il passato. Le comodità che abbiamo conquistato sono un enorme privilegio.
Ma ricordarci, ogni tanto, che sappiamo vivere anche senza qualcuna di esse, potrebbe renderci un po' meno fragili.
E un po' più liberi.
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