Dietro ogni finestra


Facciata di un edificio al tramonto con diverse finestre illuminate, dietro cui si intravedono persone impegnate in momenti di vita quotidiana, mentre la città si estende sullo sfondo sotto il cielo della sera.


Quando la sera guardo le finestre illuminate delle case e dei palazzi, mi capita spesso di pensare che dietro ognuna di esse esista un piccolo mondo a parte. 

Persone che probabilmente non incontrerò mai, con le loro vite, le loro relazioni, le loro gioie e i loro dolori. Pensieri che non conoscerò, preoccupazioni che per loro magari sembrano enormi, piccoli momenti di felicità quotidiana. 

E ognuno, in fondo, si sente in qualche modo al centro del proprio mondo. Proprio come me. 

Eppure, se ci penso, siamo tutti infinitamente piccoli. Meno di un granello di sabbia in questo universo immenso. 

Ricordarmelo mi aiuta a ridimensionare certe cose che, viste da vicino, sembrano enormi. 

Perché a volte basta cambiare prospettiva per accorgersi che ciò che ci pesa non è diventato più leggero, ma ha semplicemente ritrovato la sua giusta misura.


Ripensandoci, mi colpisce che questa stessa immagine ritorni in canzoni lontanissime tra loro: nelle “luci nel buio di case intraviste da un treno” di Francesco Guccini e nello “spiare le finestre accese delle case in centro / soltanto per immaginare di abitarci dentro” di Olly.

Più di mezzo secolo di distanza, linguaggi diversissimi, eppure la stessa intuizione: dietro ogni finestra esiste un mondo intero.

Alcune immagini poetiche cambiano forma, ma non smettono mai di appartenerci.


Francesco Guccini — Incontro (1972)



Olly — Devastante (2024)



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