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Showing posts from April, 2026

Nella moltitudine (Wislawa Szymborska)

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Sono quella che sono. Un caso inconcepibile come ogni caso.  In fondo avrei potuto avere altri antenati, e così avrei preso il volo da un altro nido, così da sotto un altro tronco sarei strisciata fuori in squame.  Nel guardaroba della natura c’è un mucchio di costumi: di ragno, gabbiano, topo campagnolo. Ognuno calza subito a pennello e docilmente è indossato finché non si consuma.  Anch’io non ho scelto, ma non mi lamento. Potevo essere qualcuno molto meno a parte. Qualcuno d’un formicaio, banco, sciame ronzante, una scheggia di paesaggio sbattuta dal vento.  Qualcuno molto meno fortunato, allevato per farne una pelliccia, per il pranzo della festa, qualcosa che nuota sotto un vetrino.  Un albero conficcato nella terra, a cui si avvicina un incendio.  Un filo d’erba calpestato dal corso di incomprensibili eventi.  Uno nato sotto una cattiva stella, buona per altri.  E se nella gente destassi spavento, o solo avversione, o solo pietà?  Se al...

“Ci scriviamo presto”: la conversazione svuotata nell’era dei social e dell’AI

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Come sono cambiati i rapporti tra le persone nell’era dei social e dell’AI? Male, mi pare. Senza voler fare i nostalgici e partire con la tiritera “Ai miei tempi…” — che non sopportavo nemmeno da ragazza, figuriamoci adesso, con il mio limite di sopportazione ormai ridotto ai minimi storici — devo però constatare che, oggettivamente, abbiamo perso qualcosa. E non poco. Un esempio tipico di “conversazione”, se così si può chiamare, su WhatsApp o su qualsiasi altra messaggistica diretta: — Ciao, come stai? — Bene, dai. E tu? — Tutto ok, grazie. — Dobbiamo organizzare di vederci, è una vita che non ci troviamo! — Sì dai! Fine. Qualche volta la domanda si allarga a figli, mariti, mogli, compagni, genitori. Ma anche lì si resta sul vago. Se le cose non vanno bene, non si vuole passare per “pesanti” — peccato mortale. Come se ci sentissimo in dovere di essere sempre brillanti, leggeri, spiritosi. Come se raccontare una difficoltà fosse diventato un errore di galateo. Poi ci sono le emoji, us...