Chi sono (è davvero importante?)
Molti blog hanno una pagina intitolata "Chi sono".
Ho pensato di aggiungerne una anch'io, poi però mi sono chiesta: è davvero importante?
Donna.
Questa probabilmente è la prima cosa che si capisce leggendo i post.
Età.
Credo che, da come e da cosa scrivo, chi legge possa farsene un'idea abbastanza plausibile. Magari non precisa al decennio, ma almeno orientativa.
Famiglia. Lavoro.
Qui la faccenda si fa più interessante.
Non ho mai pensato che questi aspetti definiscano davvero una persona.
Potrei essere single o non esserlo, avere tre figli oppure nessuno, vivere in qualunque combinazione che la vita rende possibile e che le etichette faticano a contenere.
Potrei lavorare come cameriera, infermiera, insegnante o manager.
Potrei vivere in una grande città o in un paese di poche centinaia di abitanti.
Quanto cambierebbe ciò che trovi scritto qui?
Forse meno di quanto siamo abituati a pensare.
Le biografie servono a collocarci: dare un contesto, un'etichetta, una categoria dentro cui sistemare qualcuno.
A volte è utile.
Altre volte rischia di diventare una gabbia.
Per questo preferisco lasciare alcuni dettagli alla libera immaginazione di chi legge.
In fondo, quando leggiamo un romanzo o troviamo un messaggio in una bottiglia, non sempre sappiamo chi l'ha scritto.
Eppure, se quelle parole riescono a parlarci, forse non è la biografia dell'autore la cosa più importante.
Se sei arrivato fin qui, probabilmente sai già abbastanza di me.
O forse no.
Ma spero che ciò che conta davvero si trovi nei post, non in questa pagina.

Comments
Post a Comment