Quelle ore che non bastano


Finestra aperta al crepuscolo, con tende leggere e tetti di case illuminati dalle prime luci della sera.

Certe giornate vorrei che durassero 48 ore.

Quando si lavora, si hanno mille cose da fare e magari anche qualche preoccupazione per la testa, il tempo sembra non bastare mai.

È mattina, ed è già sera.

Inizia una nuova settimana e, quasi senza accorgercene, è già venerdì. Poi arriva il weekend, che sembra cominciare appena un attimo prima di finire.

E così passano le settimane, i mesi, gli anni.

Con qualche parentesi di vacanza, le ferie estive e quelle invernali, magari qualche giorno libero durante l'anno. Piccole interruzioni nella routine, che aspettiamo con impazienza e che, quando arrivano, sembrano durare sempre troppo poco.

A volte mi chiedo come sia possibile che il tempo passi così in fretta.

Le giornate sono piene, spesso fin troppo, eppure alla sera rimane la sensazione di non essere riusciti a fare tutto quello che avremmo voluto. Ci sono sempre cose rimandate, impegni da recuperare, pensieri che non siamo riusciti nemmeno a mettere in ordine.

Forse è anche per questo che, la sera, non andrei mai a dormire.

Come se rimandare il momento di chiudere gli occhi potesse regalarmi qualche ora in più. Un po' di tempo tutto mio, senza appuntamenti, scadenze o cose da sbrigare. Anche quando, a dire il vero, non ho necessariamente qualcosa di particolare da fare.

È semplicemente la sensazione di non voler lasciare andare anche quelle ultime ore della giornata.

Poi, però, mi capita di osservare le persone anziane e di pensare a quanto possa cambiare il rapporto con il tempo.

Hanno meno impegni, meno scadenze, meno cose che scandiscono le giornate. Possono disporre di più tempo libero rispetto a quando lavoravano o avevano una famiglia da seguire.

Ma questo non significa necessariamente avere più possibilità di fare ciò che si desidera.

Con l'età possono arrivare acciacchi, problemi di salute, energie che non sono più quelle di una volta. E anche le cose più semplici, quelle che un tempo si facevano senza pensarci, possono richiedere uno sforzo.

A quel punto, forse, le priorità cambiano.

Non è tanto avere più ore a disposizione, quanto stare bene in quelle che si hanno. Poter uscire, camminare, incontrare qualcuno, fare una passeggiata o semplicemente occuparsi delle piccole cose quotidiane senza che diventino un'impresa.

E magari, più che il tempo di una giornata, si vorrebbero ritrovare le energie di un tempo. La libertà di muoversi, di scegliere, di non dover fare i conti continuamente con i propri limiti.

È un pensiero che mi fa guardare in modo un po' diverso a quelle giornate che vorrei allungare.

Quando siamo presi da tutto quello che dobbiamo fare, ci sembra che il problema sia la mancanza di tempo. E probabilmente, in molti casi, è davvero così.

Ma non sempre avere più ore significherebbe poterle vivere come vorremmo.

Forse è questo che rende il rapporto con il tempo così complicato: non basta averne a disposizione, vorremmo anche avere le condizioni per usarlo secondo i nostri desideri.

E allora mi domando se sia davvero così difficile stare bene nel proprio tempo.

Non intendo necessariamente essere soddisfatti di ogni giornata, né riuscire a fare tutto quello che vorremmo.

Penso piuttosto a quella sensazione, non sempre facile da raggiungere, di non essere continuamente in ritardo rispetto alla nostra stessa vita.

Anche se, a pensarci, non so se esista davvero un momento in cui il tempo ci sembri sufficiente.

Forse, a seconda della fase della vita in cui ci troviamo, finiamo semplicemente per desiderare qualcosa di diverso: qualche ora in più, qualche energia in più, o magari soltanto la possibilità di fare, senza troppa fatica, una cosa che oggi ci sembra scontata.

E intanto le giornate continuano ad avere le loro solite 24 ore.


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