È sera. Ed è mattina.


Vista dal letto verso una grande finestra all’alba, con diverse nuvole naturali, alcune sottili e striate, illuminate da tonalità calde di rosa e arancione contro un cielo blu profondo.


È sera.

Ed è mattina.

E poi di nuovo sera. E di nuovo mattina.

Quante sere e quante mattine si sono già succedute?

Calcolatrice alla mano, il numero è impressionante.

Poi ci sono le sere in cui non riesci a prendere sonno.

E quelle mattine in cui ti svegli troppo presto e la mente non ne vuole più sapere di lasciarti riaddormentare.

E allora i pensieri corrono.

Corrono come cavalli impazziti, senza una direzione, trascinandosi dietro tutto quello che durante il giorno siamo riusciti a tenere a bada.

Ognuno ha il suo modo per provare a fermarli.

Il mio, quando succede la sera, è un bicchiere di latte tiepido, qualche biscotto e un libro.

Mi metto a leggere finché la stanchezza non prende il sopravvento e le parole cominciano ad accavallarsi, una sull'altra, senza che riesca più a capirne il senso.

A quel punto il libro può finalmente chiudersi.

Qualche volta, invece, capita di svegliarsi prima dell'alba.

E quelle ore che sembrano sottratte al sonno possono regalarci qualcosa che non avevamo previsto.

Il cielo.

Come stamattina.

Ho potuto osservare le nuvole cambiare colore lentamente, ma anche abbastanza rapidamente da poter percepire il cambiamento a occhio nudo.

Prima si sono tinte di porpora.

Poi il porpora ha lasciato spazio al rosso, al rosa, all'arancione e al giallo oro.

E infine, quando il giorno è arrivato davvero, le nuvole sono tornate bianche, come siamo abituati a vederle durante il giorno.

Avrei potuto tornare al libro.

Invece non riuscivo a staccare gli occhi da quella meraviglia.

C'era qualcosa di ipnotico nel vedere il cielo cambiare davanti a me, minuto dopo minuto, come se per quella mattina avesse deciso di ricordarmi che non esiste un'alba uguale all'altra.

E pensare che succede ogni giorno.

Ogni giorno il buio si ritira, la luce arriva, il cielo cambia colore e comincia un nuovo giorno.

Lo sappiamo talmente bene che quasi non ci facciamo più caso.

E forse è proprio questo il curioso destino delle cose che si ripetono: diventano così familiari da sembrare scontate.

Eppure, ogni tanto, capita di esserci.

Di essere svegli nel momento esatto in cui la notte lascia il posto al giorno.

E allora ci fermiamo.

Guardiamo.

E per qualche minuto dimentichiamo persino i pensieri che correvano nella nostra testa.

Un nuovo giorno sta nascendo.

E anche se domani succederà di nuovo,

anche se è già successo infinite volte,

forse merita sempre di essere guardato succedere,

trattenendo il fiato.


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