Quando le cose prendono un'altra strada



Quando qualcosa non va nel verso giusto, viene naturale cercare di rimetterla sulla strada che avevamo immaginato.

Ci si impegna, si fanno progetti, si elaborano strategie.

Si cerca di capire cosa fare, quale strada prendere, quale soluzione trovare.

Chi ha fede, prega e si affida a Qualcuno più grande di noi.

E tutto questo ha senso.

Ci sono momenti in cui non possiamo fare altro che provare a cambiare le cose, per quanto è nelle nostre possibilità.

A volte, però, le cose non si raddrizzano.

Almeno non nel modo in cui avevamo pensato noi.

E può capitare che, proprio quando una strada sembra non portare da nessuna parte, se ne apra un'altra.

Una via che non avevamo previsto.

Non sempre è così, naturalmente.

Ma qualche volta quella strada inaspettata può riservare delle sorprese.

Una soluzione che non avevamo considerato.

Un'occasione arrivata da dove non ce l'aspettavamo.

Una possibilità che, mentre eravamo concentrati sul modo in cui volevamo che andassero le cose, non riuscivamo nemmeno a vedere.

E può anche succedere che quella soluzione si riveli migliore di quella che stavamo cercando con tanta insistenza.

Perché quando abbiamo in mente una strada, tendiamo a concentrarci su quella.

La inseguiamo, cerchiamo di far funzionare le cose in quel modo e magari facciamo fatica persino a riconoscere il valore di un'alternativa.

E invece, qualche volta, ciò che arriva da una direzione diversa merita semplicemente di essere apprezzato.

D'altra parte, non possiamo prevedere ogni scenario possibile, come scrivevo in Piano B, C, D... e poi la vita.

E meno male.

Se potessimo davvero immaginare tutto quello che può succedere, probabilmente la vita perderebbe buona parte della sua sorpresa.

E forse anche un bel po' del suo interesse.

Quello che sto imparando in questi anni, però, riguarda anche un'altra cosa.

A volte si rischia di aspettare che tutto sia finalmente a posto per sentirsi bene.

Come se la serenità potesse arrivare soltanto dopo aver sistemato ogni problema, risolto ogni complicazione, rimesso ogni cosa al suo posto.

Ma quel momento potrebbe non arrivare mai.

O potrebbe arrivare quando ormai è comparso un altro problema, perché evidentemente la vita ama tenerci impegnati.

E nel frattempo si rischia di vivere un po' in sospeso, aspettando quel momento in cui tutto sarà finalmente a posto.

Solo che quel momento perfetto, probabilmente, non esiste.

E allora forse non è necessario aspettarlo per stare bene.

Non significa ignorare quello che non va, né fare finta che le difficoltà non esistano.

Significa soltanto non lasciare che occupino tutto lo spazio.

Perché anche dentro un periodo complicato possono esserci momenti in cui ci sentiamo bene.

E forse possiamo viverli per quello che sono, senza aspettare che il resto sia finalmente sistemato.

Senza rimandare tutto a un momento futuro in cui, finalmente, andrà tutto bene.


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