A te


Due mani adulte appoggiate rilassatamente su un tavolo di legno, vicine ma senza toccarsi, con due tazze sfocate sullo sfondo in un ambiente domestico caldo e accogliente.


A te,

che forse non compari direttamente tra queste righe, eppure sei spesso dentro i pensieri che le hanno generate.

A te,

che sei diventato così tanto parte di me che non ricordo più com'era la vita prima di te.

La nostra vita insieme non è perfetta.

Quale vita lo è?

Ci sono giorni leggeri e giorni più difficili. Momenti in cui ci si comprende senza bisogno di parole e altri in cui le parole sembrano non bastare.

Eppure, se potessi tornare indietro, non sceglierei un'altra strada.

Non cambierei la nostra vita con nessun'altra.

Forse è questo, alla fine, che significa scegliere qualcuno.

Non promettersi una vita perfetta.

Ma riconoscersi, ancora e ancora, nella vita che si è scelta insieme.

Gli antichi Romani lo dicevano così, nelle parole del rito nuziale:

Ubi tu Gaius, ibi ego Gaia.

Dove tu sarai, lì io sarò.

E forse, dopo tutto questo tempo, non ho ancora trovato parole più semplici per dirlo.


Shelter from the Storm — Bob Dylan




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