Fai quello che puoi
Di tanto in tanto mi capita di leggere in rete una frase di Sant'Agostino:
«Fai quello che puoi e chiedi quello che non puoi, ed Egli farà in modo che tu possa.»
La frase deriva da un passo del De natura et gratia e il testo latino è:
«Deus impossibilia non iubet, sed iubendo monet et facere quod possis, et petere quod non possis, et adiuvat ut possis.»
La traduzione letterale è:
«Dio non comanda cose impossibili, ma comandando ti esorta sia a fare quello che puoi, sia a chiedere quello che non puoi, e ti aiuta affinché tu possa.»
È chiaro che chi ha fede può ritrovare in queste parole un significato più ampio.
Ma, al di là del significato che queste parole hanno per chi crede, c'è in esse qualcosa che può parlare a tutti:
«Fai quello che puoi.»
«Faccio quello che posso. I miracoli non li so ancora fare.»
Ci sarà capitato sicuramente di dirlo o di sentirlo dire.
Perché ci sono situazioni in cui possiamo impegnarci quanto vogliamo, ma il risultato non dipende soltanto da noi.
Dipende anche da qualcun altro.
Da una persona che ragiona secondo criteri diversi dai nostri, che prende le proprie decisioni senza necessariamente chiedere il nostro parere.
Da circostanze che non possiamo controllare.
Da qualcosa che semplicemente non è nelle nostre mani.
E allora possiamo fare la nostra parte.
Possiamo parlare, provare, dare un consiglio, cercare una soluzione.
Possiamo metterci tutto l'impegno possibile.
Ma arriva anche un momento in cui bisogna riconoscere che, oltre quello, non possiamo andare.
E forse è proprio quello il momento più difficile.
Perché quando teniamo molto a qualcosa, fermarci ci sembra quasi di arrenderci.
Come se smettere di fare qualcosa significasse smettere di sperare.
E invece non è necessariamente così.
Possiamo continuare a desiderare che le cose vadano in un certo modo, pur sapendo di non poterle determinare completamente.
Possiamo fare tutto quello che è nelle nostre possibilità e, a un certo punto, fermarci.
Se siamo credenti, affidarci.
In ogni caso, riconoscere il nostro limite.
Senza ostinazione.
Non per rassegnazione.
Semplicemente perché ci sono cose che possiamo fare e cose che non possiamo fare.
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