Lasciare andare


Piccola barca a remi solitaria che naviga lentamente su un lago calmo, sotto un cielo chiaro con leggere nuvole. L’acqua riflette la luce naturale del mattino, creando un’atmosfera serena e contemplativa.

Noto che per molte persone è difficilissimo lasciare andare.

Non solo una discussione, una provocazione, una polemica, come scrivevo in Non sei obbligata a rispondere, ma anche le persone. Lasciarle andare per la loro strada.

Ed è forse ancora più difficile quando si tratta di qualcuno a cui vogliamo bene.

Un figlio ormai grande.

Un compagno di vita.

Un genitore.

Proprio perché ci stanno a cuore, vorremmo proteggerli. Dare loro qualche consiglio, anche quando non ce lo chiedono. Cercare di evitare che soffrano, che rimangano delusi, che si facciano male.

Vorremmo che si valorizzassero, che non si accontentassero, che non si buttassero via.

E fin qui, forse, c'è semplicemente l'affetto.

Il problema nasce quando il consiglio smette di essere soltanto un consiglio.

Quando, magari senza accorgercene, cominciamo ad aspettarci che venga seguito.

E allora, se non succede, ci rimaniamo male.

A volte molto male.

Ci facciamo un cruccio, ci preoccupiamo, torniamo continuamente sulla questione. E qualcosa che era nato dal desiderio di fare del bene finisce per guastare la nostra serenità.

Qualche volta, dietro tutto questo, può esserci un atteggiamento controllante.

Altre volte è qualcosa di molto più sfumato.

Forse è proprio il legame affettivo a rendere tutto più difficile.

Con un amico riusciamo più facilmente a pensare: gli ho detto quello che ne penso, poi farà come crede.

Con una persona che amiamo è diverso.

Ci sembra quasi che il suo modo di scegliere ci riguardi.

Se prende una strada che non avremmo scelto, ci chiediamo perché non ci ascolti.

Se fa qualcosa che pensiamo possa farla soffrire, vorremmo fermarla.

Se continua a fare ciò che riteniamo sbagliato, facciamo fatica a rimanere semplicemente a guardare.

E forse è qui che lasciare andare diventa davvero difficile.

Non perché ci importi poco.

Ma, paradossalmente, proprio perché ci importa tanto.

E forse c'è una cosa ancora più difficile da accettare: possiamo voler bene a qualcuno e, nello stesso tempo, non poter scegliere al posto suo.

Possiamo parlare, consigliare, preoccuparci.

Poi, a un certo punto, la strada torna a essere dell'altro.

E noi restiamo lì, con il nostro consiglio in mano.

Anche quando avremmo preferito che lo portasse con sé.


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