Starci dentro
Quando ci si trova a vivere una situazione impegnativa, ci sono almeno due atteggiamenti opposti che a volte si adottano.
Uno è il rifiuto.
Il non accettare quella situazione, il cercare di negarla, di allontanarsene, di fuggire. Se non fisicamente, almeno metaforicamente.
Perché ci sono situazioni davvero pesanti da reggere.
E qualche volta evadere è un modo per non farsi schiacciare.
Un modo che, però, non sempre risolve.
Anzi, può finire per moltiplicare i problemi.
L'altro atteggiamento è quello di attivarsi immediatamente per trovare una soluzione.
E, di per sé, non ci sarebbe niente di male.
Il problema è che la soluzione, a volte, non è affatto semplice da trovare.
Ci sono situazioni che non si possono sistemare con una decisione, una telefonata, una scelta netta.
Richiedono tempo.
E quando non sappiamo quanto tempo, è ancora più difficile.
Così si rischia di vivere ogni giornata con un pensiero fisso: quando riuscirò finalmente a sistemare questa cosa?
Come se la vita potesse riprendere davvero soltanto dopo.
E invece ci sarebbe un'altra possibilità.
Forse la più difficile.
Starci dentro.
Ma cosa significa, concretamente?
Significa innanzitutto smettere di pretendere che una situazione difficile debba essere risolta subito per poter essere sopportata.
Riconoscere che c'è.
Che in questo momento è così.
Senza fingere che vada bene.
Senza convincersi che non sia poi così grave.
Ma anche senza lasciare che occupi tutto lo spazio.
Starci dentro significa continuare a fare quello che si può.
Lavorare.
Mangiare.
Dormire, quando si riesce.
Uscire.
Parlare con qualcuno.
Leggere un libro.
Fare una passeggiata.
Ridere, persino.
Non perché il problema sia scomparso.
Ma perché, mentre il problema rimane, la vita continua a essere anche altro.
Significa forse imparare a convivere per un po' con qualcosa che non abbiamo scelto e che non sappiamo ancora come cambiare.
E questo richiede una certa pazienza.
Una pazienza diversa dall'attesa.
Perché aspettare una soluzione può significare rimanere immobili, con gli occhi puntati sul momento in cui finalmente qualcosa cambierà.
Starci dentro, invece, significa abitare anche il tempo che precede quel cambiamento.
Non è rassegnazione.
Non è arrendersi.
E non significa smettere di cercare una soluzione, quando una soluzione è possibile.
Significa soltanto non far dipendere tutta la nostra vita dal fatto di averla già trovata.
Forse è proprio questo il punto più difficile.
Accettare che ci siano momenti in cui non possiamo ancora uscire da una situazione, ma possiamo comunque trovare un modo per attraversarla.
Un giorno alla volta, magari.
Non per arrivare da qualche parte.
Semplicemente per esserci, mentre succede.
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