Quando siete felici, fateci caso
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| Komorebi è l'abbraccio della luce che danza tra le foglie, ci ricorda che anche ciò che è effimero può essere profondamente bello. |
C'è una frase che ogni tanto riaffiora in rete e che, ogni volta, mi fa fermare un momento.
«Quando siete felici, fateci caso.»
L'ha pronunciata per la prima volta lo scrittore statunitense Kurt Vonnegut durante uno dei suoi discorsi ai neolaureati. Anni dopo, ha scelto proprio queste parole come titolo della raccolta di quei discorsi.
Mi colpisce perché sembra semplice, quasi banale. Eppure non lo è affatto.
Spesso la felicità arriva senza fare rumore. Mentre la stiamo vivendo, siamo già con il pensiero a ciò che verrà dopo: il prossimo impegno, la prossima telefonata, la prossima cosa da fare.
Solo più tardi ci accorgiamo che quello era uno di quei momenti che valeva la pena abitare fino in fondo.
Aveva ragione anche Totò quando, in una celebre intervista di Oriana Fallaci, disse:
«Forse vi sono momentini minuscolini di felicità, e sono quelli durante i quali si dimenticano le cose brutte. La felicità, signorina mia, è fatta di attimi di dimenticanza.»
Mi piace quell'espressione: momentini minuscolini di felicità.
Perché la felicità, il più delle volte, non arriva sotto forma di grandi eventi.
Assomiglia molto di più a un momento di quiete dopo una giornata impegnativa.
A una passeggiata senza fretta, con lo sguardo che torna sul cielo, sugli alberi o, per chi ha questa fortuna, sul mare.
A un caffè bevuto lentamente, invece che in piedi al bancone del bar.
Al sorriso aperto di una persona cara.
Ognuno potrebbe aggiungere qualcosa di diverso a questo elenco.
Ed è proprio questo il bello.
Forse la felicità non è qualcosa da inseguire continuamente.
Passa già accanto a noi, in forme piccole e quotidiane, e chiede soltanto di essere riconosciuta.
Perché quei momentini minuscolini di felicità durano poco.
Ma, quando ce ne accorgiamo mentre li stiamo vivendo, sembrano durare un po' di più.
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