Non tutto deve piacerci


Persone di età diverse e con stili di abbigliamento differenti passeggiano lungo un ampio viale alberato di una città, tra edifici storici e alberi illuminati dalla luce calda del pomeriggio.


Mi capita spesso di dire, durante una conversazione, che il mondo è bello perché è vario.

Succede soprattutto quando qualcuno critica un'altra persona per il puro gusto di farlo: per come si veste, per come si trucca, per come porta i capelli, per l'auto che guida o per la casa in cui vive.

E il commento raramente è del tipo: "Quell'auto non mi piace." Quello sarebbe semplicemente esprimere un gusto personale.

Più spesso suona così:

"Guarda con che macchina va in giro quello."

È un atteggiamento un po' provincialotto, anche se non appartiene solo ai paesi di provincia. Lo si incontra ovunque.

Di solito mi sfilo da queste conversazioni, ribadendo, appunto, che il mondo è bello perché è vario. Oppure, scherzando, che è bello perché è variabile.

In genere questo basta a rovinare un po' il gioco a chi cercava una complice.

Non so che farci: commentare gli altri mi annoia profondamente.

Non per snobismo.

Semplicemente perché preferisco spendere il mio tempo ed energie in qualcosa che trovo più interessante.

E poi c'è un'altra cosa che ho imparato.

Chi giudica continuamente gli altri, molto spesso non cerca di capire le persone. Cerca solo un argomento di conversazione.

Oggi tocca a qualcuno che non conosciamo bene.

Domani, con ogni probabilità, toccherà a noi.

Forse il mondo è davvero bello perché è vario.

E proprio per questo non avrebbe senso pretendere che tutti vivessero, si vestissero, scegliessero o pensassero come noi.

La diversità non è qualcosa da sopportare.

È una delle cose che rende il mondo interessante.


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