Non tutto deve piacerci
Mi capita spesso di dire, durante una conversazione, che il mondo è bello perché è vario.
Succede soprattutto quando qualcuno critica un'altra persona per il puro gusto di farlo: per come si veste, per come si trucca, per come porta i capelli, per l'auto che guida o per la casa in cui vive.
E il commento raramente è del tipo: "Quell'auto non mi piace." Quello sarebbe semplicemente esprimere un gusto personale.
Più spesso suona così:
"Guarda con che macchina va in giro quello."
È un atteggiamento un po' provincialotto, anche se non appartiene solo ai paesi di provincia. Lo si incontra ovunque.
Di solito mi sfilo da queste conversazioni, ribadendo, appunto, che il mondo è bello perché è vario. Oppure, scherzando, che è bello perché è variabile.
In genere questo basta a rovinare un po' il gioco a chi cercava una complice.
Non so che farci: commentare gli altri mi annoia profondamente.
Non per snobismo.
Semplicemente perché preferisco spendere il mio tempo ed energie in qualcosa che trovo più interessante.
E poi c'è un'altra cosa che ho imparato.
Chi giudica continuamente gli altri, molto spesso non cerca di capire le persone. Cerca solo un argomento di conversazione.
Oggi tocca a qualcuno che non conosciamo bene.
Domani, con ogni probabilità, toccherà a noi.
Forse il mondo è davvero bello perché è vario.
E proprio per questo non avrebbe senso pretendere che tutti vivessero, si vestissero, scegliessero o pensassero come noi.
La diversità non è qualcosa da sopportare.
È una delle cose che rende il mondo interessante.
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