Quando avrò più tempo
C'è una cosa che, ciclicamente, mi ritrovo a dire a me stessa.
«Quando avrò più tempo.»
Che, tradotto, nella mia testa significa più o meno: in un'altra vita.
Mi piacerebbe fare decluttering in casa.
Sogno una casa con pochi, pochissimi oggetti.
Tanto spazio.
Tanta luce.
Una casa che trasmetta leggerezza.
Il problema è che assomiglia molto poco a quella in cui vivo oggi.
Casa mia è una casa vissuta, accogliente. Non una casa-vetrina. Negli anni, però, si è riempita di cose. E di spazio libero ce n'è decisamente meno di quanto vorrei.
Questo desiderio riaffiora soprattutto quando cerco qualcosa e non la trovo.
Allora apro cassetti, sposto scatole, ribalto mezza casa finché quell'oggetto non salta fuori.
Ed è proprio in quei momenti che mi prometto: adesso basta, bisogna fare spazio.
Poi, però, mi guardo intorno.
Ho l'impressione che eliminare qualche oggetto sarebbe come cercare di svuotare il mare con un secchiello.
Così mi scoraggio ancora prima di iniziare.
E rimando.
Aspettando di avere più tempo.
Cioè... nella prossima vita.
Poi, ogni tanto, mi viene un dubbio.
Forse il problema non è che non trovo mai il tempo.
Forse è che continuo ad aspettare il momento perfetto.
Quello in cui avrò un pomeriggio intero, la casa vuota, l'energia giusta e nessun'altra urgenza.
Ma quel momento, probabilmente, non arriverà.
La vita, di solito, cambia in un altro modo.
Un cassetto alla volta.
Una mensola.
Una scatola.
Forse anche il decluttering, come tante altre cose, non chiede una giornata perfetta.
Chiede solo di cominciare.
Sullo stesso filo...

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