Gratitudine, più che nostalgia
Ci sono persone con cui abbiamo condiviso un tratto di strada.
Amici d'infanzia con cui siamo cresciuti, tra merende condivise, ginocchia sbucciate e litigi che non impedivano mai di tornare a giocare insieme.
Amici conosciuti durante l'adolescenza, quando si è sinceramente convinti che si resterà amici per sempre.
Amici incontrati da adulti, mentre i figli giocavano insieme come cuccioli e noi, intanto, imparavamo a conoscerci.
Compagni di viaggio sui treni, colleghi con cui si pranzava ogni giorno, persone che, quasi senza accorgercene, sono entrate a far parte della nostra quotidianità.
E poi ci sono quelli che, semplicemente, arrivano. Apparentemente senza un motivo particolare. E, per un periodo, diventano parte della nostra vita.
Poi, a volte, succede qualcosa. O forse non succede nulla.
La vita cambia ritmo. Si cambia casa, lavoro, città. I figli crescono. Arrivano nuovi impegni, nuove abitudini, nuove persone.
E, quasi senza accorgercene, ci si perde di vista.
Non sempre c'è una rottura. Molto più spesso c'è soltanto il tempo che passa.
Qualche volta resta un po' di nostalgia. Altre volte si prova a riallacciare un rapporto. E, quando ci si riesce, è spesso in una forma diversa da quella di un tempo.
E non è detto che sia un male.
Perché, nel frattempo, siamo cambiati. E anche un rapporto può cambiare con noi.
La vita, intanto, continua a intrecciare nuove relazioni.
Forse è proprio così che funziona.
Ci sono relazioni che ci accompagnano per tutta la vita. Altre solo per un tratto di strada.
Ma questo non significa che abbiano contato meno. Anzi.
Penso che sarebbe bello coltivare la gratitudine, più che il rimpianto o la nostalgia.
Essere grati alla vita per aver messo sul nostro cammino proprio quelle persone che, nel bene e nel male, hanno lasciato qualcosa dentro di noi.
Perché non tutte restano.
Ma ognuna, a modo suo, ci ha accompagnato per un tratto di strada.
E forse è anche grazie a loro se oggi siamo le persone che siamo.
Sullo stesso filo..

Comments
Post a Comment