Esprimi un desiderio
Quando si passa accanto a un pozzo o a una fontana, c'è un gesto che quasi tutti conosciamo: si lancia una monetina nell'acqua e si esprime un desiderio.
In pochi, però, si chiedono da dove venga questa usanza.
Le sue radici sono molto antiche. Già i Romani e i Celti, e prima ancora molti altri popoli, consideravano sorgenti, pozzi, laghi e fiumi luoghi sacri, abitati da divinità o spiriti della natura. Per chiedere protezione, salute, fertilità o buona sorte, lasciavano nelle acque un'offerta: una moneta, un gioiello, un pezzo di pane, un po' di miele o di vino. Era un modo per affidare un desiderio a qualcosa di più grande di sé.
Ogni tanto mi capita ancora di ripetere quel gesto.
E ogni volta resto per un attimo con la monetina in mano, senza sapere bene quale desiderio esprimere.
Per non pensarci troppo, finisco spesso per scegliere quello più semplice: fare un bel viaggio.
Ma, se mi concedo qualche minuto in più, mi accorgo che la lista dei desideri cambia.
E, quasi sempre, non riguarda le cose da possedere.
Riguarda le cose da vivere.
Vorrei avere una mente più leggera, capace di lasciar passare le nuvole quando decidono di fermarsi troppo a lungo, proprio come accade nella grande pianura in cui vivo.
Vorrei continuare a stupirmi.
Vorrei non perdere la capacità di ascoltare davvero.
Vorrei riuscire a lasciare qualcosa di buono nelle persone che incontro.
E vorrei lasciare il mondo, anche solo di poco, migliore di come l'ho trovato.
Forse, in fondo, i desideri più importanti sono proprio quelli che non possono essere comprati.
E forse non serve nemmeno una fontana perché possano cominciare a realizzarsi.
Basta continuare, ogni giorno, a fare un piccolo passo nella direzione che desideriamo.
Sullo stesso filo...

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