Le prime volte che diventano normali
Quando una cosa, o una persona, smette di stupirci?
Quando qualcosa che all’inizio ci sembrava straordinario diventa, poco alla volta, così familiare da diventare quasi invisibile?
Succede con tante cose.
La prima volta che abbiamo visto il mare.
La prima neve.
La prima volta che un figlio ci ha chiamato mamma o papà.
La prima volta che siamo andati all’estero, che abbiamo preso un aereo, che abbiamo assaggiato un cibo nuovo.
La prima volta che abbiamo sentito una parola mai ascoltata prima, magari un termine del gergo dei più giovani.
La prima volta che abbiamo visitato una città mai vista, magari nemmeno troppo lontana, ma che per anni avevamo continuato a rimandare perché “tanto ci possiamo andare quando vogliamo”.
La prima volta che abbiamo incontrato una persona che, senza saperlo, sarebbe diventata parte della nostra vita.
Quante prime volte abbiamo vissuto.
Momenti che, mentre accadevano, avevano qualcosa di speciale. E che poi, lentamente, sono diventati abitudine.
Forse lo stupore delle prime volte lo ritroviamo soprattutto nei bambini.
Quando mettono per la prima volta i piedi nell’acqua del mare. Quando scoprono qualcosa che per noi è ormai normale.
Loro non hanno ancora imparato a nascondere la meraviglia. La mostrano con tutto il corpo, con gli occhi, con le parole, con l’entusiasmo.
Noi adulti abbiamo altri modi per esprimerla.
Forse però potremmo provare, ogni tanto, a fermarci e ricordare le nostre prime volte.
Non per vivere nel passato, ma per riconoscere il valore di ciò che oggi fa parte della nostra quotidianità.
Forse la vera sfida non è continuare a cercare sempre qualcosa di nuovo, ma imparare a vedere ancora con occhi nuovi ciò che abbiamo già.
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