C'è tutto un mondo intorno
A volte basta prendere un giorno di ferie. Un giorno solo, non una settimana.
Basta rallentare.
Senza fare nulla di straordinario.
Fare colazione al bar, all'aperto.
Passeggiare in un parco.
Entrare in biblioteca e sfogliare qualche pagina di un libro.
Pranzare con un'amica.
Piccole cose, fatte senza fretta.
Respirando.
Ed è proprio allora che ci si accorge di una cosa.
Mentre noi siamo presi dalla nostra routine, c'è tutto un mondo che continua a vivere intorno.
C'è un gelsomino in fiore di cui non ci eravamo mai accorti. Stavolta, però, ne sentiamo il profumo prima ancora di vederlo.
C'è un cagnolino che ci segue dall'interno del giardino mentre camminiamo lungo la recinzione. Passando in auto non l'avevamo mai notato.
C'è un nonno seduto sulla stessa panchina, con il nipotino nel passeggino.
C'è la fiorista che ogni mattina sistema i vasi all'esterno del negozio.
Sono sempre stati lì. Sono io che, semplicemente, passavo troppo in fretta per accorgermene.
E probabilmente nemmeno loro avranno mai notato me, mentre attraversavo quei luoghi in automobile, assorta nel mio, di mondo.
Mi torna in mente un episodio di tanti anni fa.
Quando è nata mia figlia, nei primi giorni in ospedale piangeva molto. Un giorno il primario di pediatria entrò nella nostra stanza, la prese in braccio e si avvicinò alla grande finestra.
Iniziò a parlarle con una calma che ricordo ancora.
Le parlava come se fosse già grande, non come a una bambina con appena un giorno di vita.
“Guarda come è bello il mondo! Guarda il cielo, gli alberi. C’è un mondo intero da scoprire.”
Non so se fu la sua voce, il suo abbraccio o semplicemente quel momento, ma mia figlia smise di piangere.
Quel ricordo riaffiora ogni tanto nella mia mente.
Forse perché, ancora prima che lei potesse scoprire il mondo da sola, qualcuno aveva trovato il modo di mostrarglielo.
A volte basta fermarsi, anche un solo giorno, e guardarsi intorno.
Per ricordarsi che esiste tutto quello che, correndo, smettiamo di vedere.
Sullo stesso filo...

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