Quelli che fanno spazio 



Ho incontrato, come credo tutti, persone che vengono spesso definite brave persone.

È una definizione un po' semplice, forse. Non perché siano perfette — chi lo è? — ma perché possiedono una qualità rara.

Prestano attenzione agli altri.

Detta così sembra una cosa normale. Eppure non lo è.

Molti di noi, senza cattiveria, sono talmente assorbiti dalle proprie preoccupazioni, dai propri programmi e dai propri pensieri da attraversare le giornate guardando soprattutto ciò che li riguarda da vicino.

Poi ci sono persone che sembrano avere uno sguardo più ampio.

Si accorgono se qualcuno è in difficoltà.

Si offrono di aiutare, a volte prima ancora che venga chiesto.

Lo fanno con discrezione, senza invadere, senza aspettarsi qualcosa in cambio.

Non per dovere. Per indole.

Le riconosci nelle piccole cose.

Nel modo in cui ti aspettano invece di precederti.

Nel modo in cui ti lasciano passare.

Nel modo in cui alleggeriscono una tensione con una battuta o versano l'acqua prima agli altri senza nemmeno pensarci.

Gesti minuscoli, che hanno poco a che vedere con il galateo e molto con il cuore.

Forse è per questo che, di certe persone, si dice che hanno il cuore in mano.

Quando incontriamo persone così, vale la pena accorgersene.

Non darle per scontate.

E se la vita, dopo averle allontanate, ci offre l'occasione di ritrovarle, forse conviene tenersele strette.


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