Nessun uomo è un'isola
Così scriveva nel 1624 John Donne, poeta e chierico inglese, nella Meditazione XVII dell'opera Devotions upon Emergent Occasions.
Molti conoscono questi versi grazie a Ernest Hemingway, che li scelse come epigrafe e titolo del suo romanzo Per chi suona la campana. Più tardi anche Thomas Merton riprese la stessa immagine nel saggio Nessun uomo è un'isola.
A distanza di quattro secoli, quelle parole continuano ad avere una forza sorprendente.
Perché, in fondo, nessuno di noi vive davvero da solo.
Lo capiamo sul lavoro, dove trascorriamo buona parte delle nostre giornate accanto a persone che non abbiamo scelto. E lo scopriamo anche negli altri ambiti della vita quotidiana: nei vicini di casa, nei genitori dei compagni dei figli, nei partecipanti a un corso, nelle persone che incontriamo con regolarità.
Alcune ci risultano subito simpatiche. Altre ci mettono a disagio senza un motivo preciso. Basta un tono di voce, uno sguardo, un modo di fare. Quella misteriosa sensazione che chiamiamo "a pelle".
Eppure, volenti o nolenti, le nostre vite si sfiorano, si influenzano e, qualche volta, finiscono per cambiarci.
Siamo, ciascuno a modo proprio, un pezzo dello stesso continente.
Pensiamo spesso alla libertà come alla possibilità di non dipendere da nessuno. Ma forse una parte importante della libertà consiste anche nell'imparare a vivere bene le relazioni che non abbiamo scelto.
Perché nessuno è davvero completo in se stesso.
Forse è anche per questo che la gentilezza, l'ascolto, una parola detta al momento giusto o una mancanza di rispetto non restano mai confinati a chi li compie o li riceve.
Si propagano.
Come cerchi nell'acqua.
E, spesso, arrivano molto più lontano di quanto immaginiamo.
Ogni gesto, ogni parola, ogni incontro genera un'onda che continua a propagarsi.
E forse accorgersene, ogni tanto, è già un modo diverso di abitare il mondo.
Riletto per intero, questo passo rivela tutta la sua forza.
Nessun uomo è un'isola
— John Donne
Nessun uomo è un'isola, completo in se stesso.
Ogni uomo è un pezzo del continente, una parte del tutto.
Se il mare lavasse via una zolla di terra, l'Europa ne sarebbe diminuita, come se fosse stato portato via un promontorio, o la casa di un tuo amico, o la tua stessa casa.
La morte di qualsiasi uomo mi diminuisce, perché io sono parte dell'umanità.
E così non mandare mai a chiedere per chi suona la campana: essa suona per te.
Sullo stesso filo...
Il dolore degli altri è dolore a metà

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