Quando i pensieri bussano
Non ricordo con precisione quale sia stata la scintilla. So soltanto che erano giorni particolarmente densi di attesa, di domande e di pensieri. E, quasi senza accorgermene, mi sono ritrovata ad aprire una pagina bianca.
Scrivere, in quel momento, mi ha aiutato a fare una cosa molto semplice: mettere ordine nei pensieri.
Ognuno ha il proprio modo di alleggerire la mente.
C'è chi esce a camminare e cerca un sentiero nel bosco. Chi sale in bicicletta, corre, nuota o passa qualche ora in palestra. Chi si rifugia in un libro.
Per me, spesso, quel luogo è una pagina.
Che sia un quaderno, il blocco appunti del telefono o un blog cambia poco. Le parole costringono i pensieri a rallentare. Li obbligano a prendere una forma. E, mentre li scrivi, ti accorgi che alcuni erano più confusi di quanto sembrassero, altri invece aspettavano soltanto di essere ascoltati.
Non credo che serva l'ambizione di diventare scrittori.
Si può fare qualunque mestiere: insegnare, servire ai tavoli, lavorare in un ufficio, fare il medico o l'elettricista.
La scrittura non appartiene a una professione.
Appartiene, semmai, a un bisogno.
E, per qualcuno, quel bisogno diventa a tratti un'urgenza.
C'è chi scrive per passatempo.
Chi per ricordare.
Chi, semplicemente, per respirare un po' meglio.
Forse è anche per questo che questo blog è tornato a vivere dopo tanti anni.
Non perché avessi qualcosa di straordinario da raccontare.
Ma perché, a un certo punto, avevo di nuovo bisogno di ascoltare quello che stavo pensando.
Sullo stesso filo...

Comments
Post a Comment