Un po' velenosa


Un bicchiere trasparente pieno d’acqua, con una goccia d’inchiostro nero che si diffonde lentamente al suo interno.

In questo periodo sono un po' "velenosa", come diciamo tra colleghe.

Vedo tante cose che non vanno per il verso giusto.

Piccole o grandi ingiustizie.

Comportamenti che non condivido.

Situazioni che, per quanta buona volontà e impegno io possa metterci, non dipendono da me.

Eppure mi restano sullo stomaco.

Così quel fastidio, giorno dopo giorno, diventa una specie di veleno.

Non si vede.

Ma rimane dentro.

E basta poco perché venga fuori: una parola di troppo, una giornata storta, l'ennesima delusione.

Mi piacerebbe avere la calma dei monaci zen.

Quella capacità di lasciare andare ciò che non si può cambiare.

Ma quella calma non cade dal cielo.

È il frutto di un lungo lavoro su di sé, di una disciplina, di una scelta quotidiana.

Io, per ora, sono ancora in cammino.

Forse il primo passo non è riuscire a eliminare il veleno.

È accorgersi che c'è.

Solo ciò che riconosciamo smette, poco alla volta, di guidare le nostre reazioni.

Non possiamo scegliere tutto ciò che entra dentro di noi.

Ma possiamo imparare a scegliere che cosa lasciarvi abitare.


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