Nulla dura per sempre


Una piccola pozzanghera riflette il cielo nuvoloso, con una foglia che galleggia sull’acqua e l’erba bagnata intorno.

Ci sono cose che sembra non si risolvano mai.

Succede nella vita lavorativa, ma anche in quella personale.

Complicazioni, impicci, situazioni da cui sembra di non riuscire a uscire.

Si fa un passo avanti e, proprio quando sembra di averne fatto uno, se ne fanno due indietro, perché spunta fuori un altro problema che non avevamo previsto.

E allora arriva lo scoramento.

Oppure la rabbia.

Quanto meno, la frustrazione.

E non si vede l'ora di togliersi di torno quel grattacapo.

Quello che mi consola, in queste circostanze, è pensare che nulla dura per sempre.

Prima o poi, in un modo o nell'altro, anche quella situazione finirà.

Non necessariamente come avremmo voluto o nel modo che avevamo immaginato.

Ma finirà.

E trovo curioso quello che succede dopo.

A volte basta anche poco tempo e ciò che ci aveva dato tanto pensiero comincia a perdere consistenza.

Non è che ce ne dimentichiamo.

Sappiamo che è successo.

Ricordiamo le preoccupazioni, le discussioni, le notti in cui ci abbiamo pensato troppo, le giornate in cui sembrava che quella cosa occupasse tutto lo spazio.

Eppure, guardandola da una certa distanza, sembra quasi più piccola.

Il suo peso si è alleggerito.

Il pathos si è consumato.

Rimane un ricordo un po' sbiadito, come qualcosa che allora sembrava enorme e che oggi facciamo fatica a riconoscere come tale.

Forse è anche un modo in cui la nostra mente cerca di proteggerci.

Tende a lasciare andare, almeno in parte, ciò che ci ha fatto stare male e a conservare più volentieri ciò che ci ha fatto bene.

Sarà un istinto di conservazione.

Un modo per permetterci di andare avanti senza continuare a vivere dentro le stesse preoccupazioni.

E forse c'è qualcosa di curioso proprio in questo.

Mentre ci siamo dentro, una situazione può sembrarci interminabile.

Poi passa.

E quando è passata, scopriamo che anche il modo in cui la ricordiamo è cambiato.

Forse non abbiamo bisogno di convincerci che tutto andrà bene.

A volte basta sapere che, prima o poi, quella cosa non sarà più quella che è oggi.

Che avrà perso la sua urgenza.

Che avrà smesso di occupare così tanto spazio.

E magari, un giorno, ci ritroveremo a pensare a tutto quello che ci aveva fatto stare in pena con una certa meraviglia.

Non perché non fosse stato difficile.

Lo era.

Ma perché è passato.

E forse è proprio questa la cosa che, quando siamo nel bel mezzo di un problema, facciamo più fatica a ricordare.


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