Tra il dire e il fare


Vista sul Mont Saint-Michel dal mare, con l'abbazia fortificata arroccata sull'isolotto e l'acqua calma in primo piano.

Ci sono situazioni in cui, nel profondo di noi stessi, sappiamo benissimo cosa sarebbe meglio fare per noi.

Quando frequentiamo una persona con la quale non stiamo bene. Magari non perché sia cattiva, ma semplicemente perché non va bene per noi.

Quando ci ritroviamo in un contesto che crea una tensione che sentiamo quasi insostenibile.

Quando continuiamo a dire sì a qualcosa che ci pesa, anche se vorremmo imparare a mettere dei confini e a dire di no.

In situazioni come queste, e in molte altre, spesso sappiamo già cosa sarebbe meglio fare.

A volte lo sappiamo molto bene.

E non è soltanto la nostra parte razionale a dircelo.

Anche il corpo, qualche volta, sembra avere le idee molto chiare.

Ci sono situazioni che ci provocano una tensione continua, un senso di inquietudine, difficoltà a dormire.

A volte persino sintomi fisici molto evidenti, come la nausea.

E magari lo diciamo anche agli altri.

Agli amici più vicini, alle persone di cui ci fidiamo.

Diciamo che vorremmo cambiare.

Che vorremmo voltare pagina.

Che sappiamo che dovremmo fare qualcosa di diverso.

Eppure non riusciamo a dare un taglio.

Non riusciamo a uscire da quella situazione.

Perché tra il dire e il fare, c'è sempre di mezzo il mare.

E quel mare, spesso, è fatto di emozioni.

Da una parte c'è ciò che pensiamo.

La parte di noi che osserva la situazione, mette insieme i fatti, vede quello che non funziona e magari arriva anche a una conclusione abbastanza chiara.

Dall'altra ci sono l'affetto, la paura, l'abitudine, il senso di colpa, il desiderio che le cose possano ancora cambiare.

E tutto questo pesa.

Non è quindi soltanto la solita diatriba tra mente e cuore.

Anche perché il cuore, poveretto, viene chiamato in causa un po' troppo spesso per cose di cui forse non ha nemmeno tutta questa responsabilità.

Il più delle volte troviamo qualcuno che ci consiglia di seguire le nostre emozioni.

Di andare dove ci porta il cuore.

E non è necessariamente un cattivo consiglio.

Le emozioni hanno qualcosa da dirci.

Ci raccontano cosa desideriamo, cosa ci manca, cosa ci fa paura, a cosa siamo legati.

Il problema è che non sempre ci indicano anche dove andare.

A volte ci mostrano soltanto quanto teniamo a qualcosa.

E tenere molto a qualcosa non significa necessariamente che quella cosa faccia bene.

Possiamo sapere che una situazione ci fa stare male e, nello stesso tempo, avere paura di perderla.

Possiamo sapere che dovremmo andarcene e continuare a sperare che qualcosa cambi.

Possiamo perfino desiderare con tutte le nostre forze una cosa che, se arrivasse, probabilmente non ci farebbe bene.

Ed è forse questo che rende così difficile fare ciò che, a parole, sembra semplicissimo.

Non basta sempre sapere cosa sarebbe meglio fare.

A volte bisogna anche attraversare tutto quello che ci impedisce di farlo.

E forse è proprio lì che il “fare” diventa molto più complicato del “dire”.

Perché capire può essere questione di un momento.

Lasciare andare, cambiare, allontanarsi, scegliere diversamente può richiedere molto più tempo.

E magari non c'è nemmeno una soluzione perfetta.

C'è soltanto, a un certo punto, la possibilità di fare un passo.

Poi un altro.

Senza sapere ancora esattamente dove porteranno.

Perché forse non sempre dobbiamo scegliere tra quello che ci dice la testa e quello che ci dice il cuore.

A volte dobbiamo semplicemente provare ad ascoltare entrambi.

E capire, con un po' di pazienza, quale delle due cose ci sta dicendo qualcosa di importante e quale invece ci sta soltanto chiedendo di non cambiare.


Sullo stesso filo...

Lasciare andare

Le aspettative che non sappiamo evitare

La fatica che non vogliamo più fare

Il diritto di cambiare idea

Comments

Popular posts from this blog

Quando siete felici, fateci caso 

Non si può spingere il vento con le mani

Dietro ogni finestra