Le cose che facciamo senza sapere perché


Una mano che estrae un biglietto del cinema da una scatola decorata piena di vecchi ricordi, fotografie, biglietti di viaggio e di eventi.

Ci sono gesti che ripetiamo senza sapere bene perché.

Li facciamo da così tanto tempo che non ricordiamo nemmeno quando abbiamo cominciato. Abbiamo sempre fatto così, e continuiamo a farlo senza domandarci il motivo.

Come controllare due volte di aver chiuso a chiave la porta di casa, anche quando sappiamo benissimo di averlo fatto.

Portare con noi in borsa un oggetto "caso mai dovesse servire", anche se non lo usiamo da anni e, con ogni probabilità, non servirà neppure stavolta.

Fare uno screenshot di qualcosa che abbiamo trovato interessante, anche se potremmo facilmente ritrovarlo e sappiamo già che quella schermata finirà dimenticata, tra le fotografie del telefono.

Tenere da parte un barattolo di vetro dalla forma particolare o una bella scatola, anche se non sappiamo ancora cosa metterci dentro.

Piegare con cura una busta regalo, perché potrebbe tornare utile.

Conservare il biglietto di un viaggio, di un film, di uno spettacolo teatrale o di una mostra, come se riguardarlo potesse restituirci almeno un frammento di quell'esperienza.

Sono gesti piccoli, quasi invisibili. Eppure, se ci fermiamo a pensarci, raccontano qualcosa di noi.

Mi chiedo quanti siano davvero nostri e quanti, invece, siano piccoli frammenti delle abitudini di chi ci ha cresciuto.

Forse abbiamo imparato a non buttare qualcosa perché qualcuno, prima di noi, ci ha insegnato che poteva sempre tornare utile.

Forse abbiamo imparato a conservare, a controllare, a mettere da parte.

E alcune di queste abitudini sono semplicemente sopravvissute al motivo per cui erano nate.

Avevano senso in un altro tempo, quando gli oggetti costavano di più, si ricompravano con maggiore difficoltà e prima di buttare qualcosa ci si pensava due volte.

Oggi molte di quelle cose non servono più a nulla, almeno dal punto di vista pratico.

Eppure continuiamo a farle.

Perché?

Cosa raccontano di noi le abitudini che non abbiamo più bisogno di avere?

Forse non sono soltanto abitudini sopravvissute al tempo.

Forse, anche quando hanno perso la loro utilità, hanno conservato qualcos'altro: un'idea di sicurezza, un modo di prenderci cura delle cose, il piacere di mettere da parte qualcosa per il futuro.

O magari custodiscono semplicemente la traccia di qualcuno che, senza saperlo, ci ha insegnato a stare al mondo.

E allora forse non è così importante liberarsi di tutte le abitudini che non hanno più una ragione.

Alcune possono rimanere lì, discrete, dentro i nostri gesti quotidiani.

Non perché ci servano ancora.

Ma perché, in qualche modo, raccontano da dove veniamo.


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