Quando perdiamo l'attimo


Una lunga ombra umana si proietta su una pavimentazione in pietra illuminata dalla luce calda del tramonto, creando un'atmosfera silenziosa e contemplativa.

Ci sono parole che perdono l'attimo.

Parole che avremmo voluto dire, ma che, proprio in quel momento, non siamo riusciti a trovare.

Una risposta per le rime a qualcuno che se la sarebbe meritata.

Una battuta ironica.

O magari soltanto una risata, che spesso è la cosa che spiazza di più le persone pesanti e insolenti.

Poi, qualche ora dopo, o il giorno seguente, magari mentre siamo sotto la doccia o stiamo facendo tutt'altro, ci viene in mente la frase perfetta.

Quella che avremmo potuto dire.

Il tono giusto.

L'atteggiamento che avremmo voluto avere.

E pensiamo che, se ci fosse venuta in mente prima, quella situazione sarebbe andata diversamente.

Non succede soltanto con le risposte che arrivano troppo tardi.

A volte capita anche con le parole gentili.

Un complimento che avremmo voluto fare e che abbiamo trattenuto per un inutile pudore.

Un grazie che non abbiamo detto.

Un'affettuosità che ci è sembrata troppo difficile da esprimere.

Una risata che avremmo potuto condividere.

Anche in questi casi, le parole arrivano dopo.

E allora ci piacerebbe poter tornare indietro.

Come quando si guarda un film registrato, si torna indietro di qualche minuto e si riparte dalla scena precedente.

Cambiare una frase.

Una risposta.

Un gesto.

Ma la vita non funziona così.

Non c'è un tasto per tornare indietro e provare di nuovo.

Ed è proprio questo che, qualche volta, ci brucia di più: sapere perfettamente, a posteriori, cosa avremmo voluto dire o fare, senza poter più cambiare quel momento.

Magari la prossima volta saremo più pronti.

Troveremo le parole giuste al momento giusto.

Oppure no: ci ritroveremo ancora una volta a pensare, sotto la doccia, alla risposta perfetta arrivata troppo tardi.

Perché non siamo macchine programmate per dare sempre la risposta migliore.

Siamo persone, con le nostre esitazioni, i nostri silenzi, le parole che arrivano tardi e quelle che, qualche volta, non arrivano affatto.

Non possiamo essere sempre pronti, sempre brillanti, sempre capaci di fare la cosa giusta al momento giusto.

Ed è anche questo che ci rende umani.

Possiamo imparare a riconoscere le nostre imperfezioni, e magari provare, la volta successiva, a fare un po' meglio.

Forse la bellezza della nostra imperfezione sta anche qui: nelle parole che perdiamo, nelle occasioni mancate e in quelle, invece, che un giorno riusciamo finalmente a cogliere.


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