Libellule (Raffaele La Capria)




Libellula, chi ti diè questo nome?

Chi scelse la successione musicale delle labiali,
li-bel-lu-la,

come note uscite dai tasti di un pianoforte?

Due grandi e colorati ali trasparenti, tremule e trepidi, quelle sei tu.

E tanto alata sei che quando sorvoli le acque stagnanti e le erbe dei prati

di te solo le ali si vedono, velate veline di seta lucente.

A volte ti fermi nell'aria, tu, senza peso ed imponderabile, leggera aligera.

Se lieve sulla pista di ghiaccio io vedo una fanciulla
che forma aeree figure danzanti, e sicura volteggia, salta, si leva e atterra,

è a te che penso, a te paragono la sua leggerezza.

"Come una libellula"

vuol dire una controllata eleganza in una liberata energia.

E controllata eleganza e liberata energia, come la tua, cerca nelle sue frasi

lo scrittore mentre vola la sua fantasia
 
e a volte si ferma - come fai tu - e a volte arretra - come fai tu -,

sospeso anche lui e oscillante, accampato a mezz'aria.

Libellula, bella libellula, dai a lui le tue ali.



Raffaele La Capria



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