La nuvola del nonno

Bambina che gioca su un tappeto rosso (1912), Felice Casorati.


La domenica, prima di pranzo, mostrava al nonno i suoi giochi. Lui sistemava una sedia al bordo del tappeto, dove la bambina sedeva circondata da bambole, peluche, costruzioni, libretti di stoffa, un trenino di legno.

Parlavano il linguaggio semplice dei bambini.
- La sai costruire una torre alta alta?
- Come si chiama questa bella bambola?

Lei spiegava, lui ascoltava incuriosito. Era bravo ad ascoltare.
Qualche volta lui le leggeva uno di quei libretti colorati, con le pagine di cartone spesso. Allora era lei ad ascoltare senza fiatare.

Una settimana dopo l'altra, lei cresceva.

Una domenica, la sedia del nonno restò vuota. Le dissero che ora la guardava giocare dal cielo. Ma lei non lo voleva questo cielo, rivoleva il suo nonno.

Che ci faceva lassù, tra le nuvole? Doveva tornare giù, subito. 
Doveva vedere i suoi nuovi giochi, quelli che le avevano regalato le zie del papà, quel giorno che era venuta a casa tutta quella gente che non conosceva. 
Avevano la faccia seria e parlavano del nonno. Poi la mamma aveva fatto il caffè e qualcuno si era fermato anche a cena. 
Allora avevano smesso di essere così seri e una zia che aveva un odore buono, si era seduta vicino a lei sul tappeto e le aveva letto una storia.

Ma il tempo passava e il nonno non tornava.

Quando le parlavano del cielo, anche solo per dirle: «Guarda che cielo azzurro c'è oggi!», lei si rabbuiava. Teneva la testa bassa, non lo voleva vedere quel cielo azzurro che le aveva portato via il suo amico nonno.

Poi, un pomeriggio, vide una nuvola che sembrava proprio il volto del nonno. La barba era un po' più lunga. Pensò che forse in cielo il nonno si era impigrito e non se la tagliava più tutti i giorni. La nuvola le sorrideva. Si fermò ad osservarla e rimase lí, finché cambiò forma e si sfilacciò.

Il nonno se n'era andato, ma le aveva lasciato il suo sorriso. Se chiudeva gli occhi, lo rivedeva sorridere nella nuvola.

Adesso sapeva che avrebbe potuto tornare a guardare il cielo, perché avevano fatto pace.



Sullo stesso filo...








Comments

Popular posts from this blog

Quando siete felici, fateci caso 

Non si può spingere il vento con le mani

Dietro ogni finestra